DIRITTO TRIBUTARIO – L’emergenza e il credito di imposta sul canone

Il D.L. 18/2020 con l’art. 65 ha introdotto un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1, che può essere usato nel modello F24 con il codice 6914 per compensare altri tributi.

L’Agenzia dell’Entrate con la circolare 8/E/2020 ha chiarito che tale credito non spetta ad immobili censiti in altre categorie catastali, benché essi siano destinati allo svolgimento di attività commerciali: il bonus spetta, infatti, esclusivamente agli immobili censiti nella categoria catastale C/1, dedicata a “negozi e botteghe”.

La norma è sicuramente opinabile perché esclude dal novero dei beneficiari molte altre attività che, sebbene non siano negozi, abbiano subito la chiusura forzata (es. laboratori di artigiani, piccole imprese etc.). Naturalmente si auspica che in sede di conversione del decreto legge tale norma sia rivista nel senso più estensivo possibile per il momento economico che stiamo affrontando.

Attenzione però, e qui si innesta anche una considerazione civilistica, per poter usufruire del bonus suddetto occorre che il canone sia pagato.

E quindi l’Agenzia che, in sede interpretativa, sostiene, correttamente a giudizio di chi scrive, che il bonus viene concesso “con la finalità di ristorare il soggetto dal costo sostenuto costituito dal predetto canone, sicché in coerenza con tale finalità il predetto credito maturerà a seguito dell’avvenuto pagamento del canone medesimo.”

In effetti, questo bonus è frutto di una situazione emergenziale la cui finalità sarebbe quella di evitare eccezioni da parte dei conduttori per non pagare il canone. Con questo credito d’imposta il Governo ha voluto interrompere la catena dell’insolvenza e non “scaricare” al locatore tutto il costo della crisi. In questo modo, sarà lo Stato ad assumersi, insieme al conduttore, il costo dell’emergenza, si spera, temporanea.

Per concludere, al di là del dato meramente tributario, queste argomentazioni sono utili per contrastare l’eccezione del conduttore che non paga il canone adducendo una qualche impossibilità integrale o parziale della prestazione del godimento del bene. Infatti, se così fosse, il Governo non avrebbe concesso al conduttore alcun vantaggio fiscale.

Leave a reply